Tassa di Soggiorno: calcolo, versamento e sanzioni — Guida 2026
La tassa di soggiorno è un'imposta comunale che l'ospite paga e che tu, come gestore, riscuoti e versi al Comune. È regolata da ogni singolo Comune con un proprio regolamento — tariffe, esenzioni e scadenze cambiano da città a città.
Chi paga e chi versa
L'ospite paga. Tu, come gestore della struttura, sei il sostituto d'imposta: incassi la tassa al check-in (o al momento del pagamento del soggiorno), la dichiari al Comune e la versi entro la scadenza fissata dal regolamento comunale. La responsabilità del versamento è in capo a te, anche se l'ospite si rifiuta di pagare.
Quanto costa — esempi di tariffe
- Roma — da € 4 a € 7 a notte per ospite
- Milano — da € 4 a € 5 a notte per ospite
- Firenze — da € 3,50 a € 8 a notte per ospite
- Venezia — da € 1 a € 5 a notte per ospite
- Napoli — da € 1 a € 5 a notte per ospite
- Bologna — da € 2,50 a € 5 a notte per ospite
Le tariffe variano per categoria della struttura (extralberghiero vs alberghiero) e periodo dell'anno. Verifica sempre il regolamento del Comune.
Esenzioni più comuni
- Bambini sotto i 10 o 14 anni (varia)
- Residenti nel Comune
- Accompagnatori di malati ricoverati
- Autisti di pullman turistici e guide
- Forze dell'ordine e protezione civile in servizio
- Permanenze oltre un certo numero di notti consecutive
Scadenze di versamento
Ogni Comune ha il suo calendario. Roma e Milano chiedono il versamento trimestrale; molti Comuni minori annuale. La data tipica è il 16 del mese successivo al periodo di riferimento, ma controlla sempre il regolamento. La dichiarazione (riepilogo soggiorni e importi) si presenta tramite il portale comunale dedicato.
Sanzioni
La sanzione per omesso versamento arriva fino al 200% dell'imposta evasa, più interessi. Per la mancata dichiarazione si aggiunge una sanzione fissa da € 25 a € 500 per ogni dichiarazione omessa. In alcuni Comuni l'omesso versamento configura il reato di peculato (la tassa è denaro pubblico riscosso per conto dell'ente).
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Domande frequenti
Chi paga la tassa di soggiorno?
L'ospite paga la tassa, ma è il gestore della struttura a riscuoterla, dichiararla e versarla al Comune. Sei tu il sostituto d'imposta: anche se l'ospite non paga, sei comunque tenuto a versare l'importo dovuto.
Quanto costa?
Da € 1 a € 7 a notte per ospite, a seconda del Comune e della categoria della struttura. A Roma si paga fino a € 7 nelle strutture extralberghiere; Milano va da € 4 a € 5; Firenze da € 3,50 a € 8 in alcune zone. Ogni Comune pubblica un proprio regolamento.
Chi è esente?
Le esenzioni più comuni: bambini sotto i 10/14 anni (varia per Comune), residenti nel Comune, accompagnatori di malati, autisti di pullman e guide turistiche, dipendenti di esercizi ricettivi in trasferta. La lista esatta è nel regolamento del Comune ospitante.
Quando si versa?
Ogni Comune ha il proprio calendario: trimestrale, quadrimestrale o annuale. Roma chiede il versamento mensile, Milano trimestrale, molti Comuni minori annuale. La scadenza tipica è il 16 del mese successivo al periodo di riferimento.
Cosa succede se non verso?
Sanzione amministrativa fino al 200% dell'imposta evasa, più interessi di mora. Alcuni Comuni applicano sanzioni penali per peculato (la tassa è denaro pubblico riscosso per conto dell'ente). La tracciabilità è alta perché Airbnb e Booking comunicano i dati dei soggiorni alle autorità fiscali (DAC7).
Airbnb non la riscuote per me?
Solo in alcuni Comuni convenzionati (es. Firenze, Roma per certe tipologie). Negli altri sei tu a doverla riscuotere e versare. Anche dove Airbnb riscuote, l'obbligo dichiarativo resta in capo al gestore.